Le chemochine sono una particolare classe
di citochine, impegnate nella risposta immunitaria e, in particolare, nel richiamare “ai posti di
combattimento” e regolare il “traffico” di alcune cellule del nostro apparato difensivo, come i
globuli bianchi. Si è scoperto che i recettori che vengono impiegati dalle chemochine sono gli
stessi che vengono sfruttati da alcuni agenti patogeni, come il virus dell’Hiv, come porta di
accesso. Negli anni ’70 il gruppo di ricerca di Alberto Mantovani ha compreso come queste proteine
potessero essere sfruttate anche da alcuni tipi di tumore per diffondersi e proliferare nell’o
rganismo, fornendo istruzioni sbagliate ai macrofagi e inducendoli a fornire il nutrimento
necessario alle cellule cancerose. Gli studi di Mantovani hanno permesso anche l’identificazione
sia di una classe di inibitori delle chemochine, che sta già passando in fase di sperimentazione
clinica, e più di recente hanno consentito la scoperta di una falso recettore che, anche in questo
caso, potrebbe portare allo sviluppo di un farmaco in grado di arrestare i processi infiammatori
promossi da queste proteine.