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Una rete per sorreggere il fegato

Viaggio alla scoperta dei tessuti connettivi, strutture anatomiche deputate al collegamento di tessuti e organi diversi, e delle loro principali caratteristiche

I tessuti connettivali, come dice la parola stessa, sono strutture anatomiche deputate al collegamento di tessuti e organi diversi.
Sono caratterizzati da cellule disperse in una sostanza simile a gelatina, chiamata matrice extracellulare, nella quale si trovano fibre di varia natura.
A seconda del tipo, della quantità e della loro disposizione è possibile distinguere due classi differenti di tessuto connettivo: tessuto connettivo lasso e tessuto connettivo compatto.

Il tessuto connettivo lasso
Il tessuto connettivo lasso è il più diffuso nel nostro organismo, ed è caratterizzato da abbondante matrice e dalla presenza di fibre disposte in modo irregolare ed intrecciate tra loro.
Le fibre sono di tre tipi: collagene, elastiche e reticolari. Le fibre collagene sono quelle maggiormente presenti nei tessuti di tipo connettivale: sono formate da lunghi filamenti di una proteina, il tropocollagene, tra loro intrecciati a formare fibrille, che a loro volta riunite in fasci formano le fibre. Le fibre elastiche sono costituite da un’altra proteina filamentosa, l’elastina. Le fibre reticolari, anch’e sse composte dalla proteina tropocollagene, si intrecciano formando sottili reti.
Il compito di questo tessuto, oltre ad avere una funzione di collegamento, è di favorire scambi nutrizionali e di gas respiratori fra sangue e tessuti, e di svolgere una funzione di difesa da sostanze estranee.
Il tessuto connettivo lasso si trova nelle membrane mucose, in uno strato sottocutaneo posto al di sotto del derma e costituisce una sorta di rete di sostegno in organi come il fegato e il pancreas.

Il tessuto connettivo denso
Nel tessuto connettivo denso vi è invece una predominanza di fibre collagene rispetto alle altre componenti, che conferiscono al tessuto stesso una notevole resistenza. Esso costituisce le capsule che rivestono gli organi, i tendini, il derma su cui poggia l’epidermide e le guaine che rivestono la superficie dei nervi.


(Nella foto: una sezione di tessuto epatico nella quale è stata marcata la rete di fibre reticolari, colorate in nero attraverso una colorazione istochimica detta impregnazione argentina)


La rubrica Medicina al Microscopio è curata dai Laboratori di Medicina Quantitativa dell’I stituto Clinico Humanitas. I laboratori sono nati da una iniziativa del prof. Nicola Dioguardi in collaborazione con la “Fondazione Michele Rodriguez". Il gruppo di lavoro sviluppa metodi di misura e modelli computer-assistiti di analisi delle forme e dei comportamenti delle strutture biologiche. I temi trattati riguardano argomenti di Medicina Teoretica, in particolare sono presenti due sezioni di studio: una clinico-informatica ed una di biologia cellulare e anatomia microscopica. Molte sono le collaborazioni nazionali ed internazionali attivate con le Università americane: Texas Tech University e Arkansas University for Medical Sciences.

Il gruppo ha selezionato per Humanitas Salute una serie di immagini particolari con lo scopo di illustrare la complessità delle strutture microscopiche dell’anatomia dell’uomo.

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